Fertilità e corretta alimentazione: qual è il legame?

Qual è il legame tra fertilità e corretta alimentazione? Ce lo spiega la Biologa Nutrizionista Dott.ssa Barbara Esposito Vulgo Gigante giacché una corretta alimentazione può aiutare le donne che desiderano restare incinte.

Tra i fattori legati allo stile di vita che possono contribuire all’infertilità, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. A questo proposito, per favorire la fertilità, è bene sapere che:

L’acido folico assunto in età fertile, oltre ad essere fondamentale nella prevenzione delle malformazioni neonatali a carico del tubo neurale, come ad esempio la spina bifida, svolge un’azione adiuvante della fertilità e si associa ad un minore rischio di aborti spontanei. Per l’aspirante mamma vale, dunque, la raccomandazione di aumentare il consumo di alimenti che ne sono particolarmente ricchi come spinaci, broccoli, asparagi, lattuga, legumi, frutta fresca (soprattutto kiwi, fragole e arance) e secca (mandorle e noci) e cereali.

Un corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo sembra dipendere da una giusta concentrazione di vitamina D nel sangue, mentre al contrario una sua carenza favorisce l’infertilità e peggiora l’esito della gravidanza. Questo perchè la Vitamina D modula l’azione del sistema immunitario (un’iperattività del sistema immunitario può determinare un rigetto dell’embrione) e aumenta i livelli di progesterone ed estrogeni che regolano e migliorano il ciclo mestruale. Per una maggiore fertilità  è dunque fondamentale esporsi al sole e prediligere alimenti ricchi di questa vitamina come sgombro, aringa, salmone, gamberi, tuorlo d’uovo e funghi.

● Poichè l’insulina è in grado di alterare l’equilibrio degli ormoni sessuali, una dieta a basso carico glicemico è maggiormente indicata per incrementare le possibilità di concepimento. E’ preferibile dunque scegliere cereali integrali, più ricchi di fibre alimentari che limitano l’assorbimento dei carboidrati e di conseguenza fanno variare la glicemia in modo più modulato e distribuito nel tempo.

● Sembra che un maggiore apporto di acidi grassi polinsaturi omega-3 e un minore apporto di grassi trans possa migliorare la fertilità femminile. E’ dunque opportuno prediligere le fonti nutrizionali che contengono EPA e DHA: pesci, crostacei, frutta secca, come noci, nocciole e mandorle, semi oleosi e oli che si ottengono da essi, in particolare semi di lino, di chia, di zucca, di girasole e di sesamo.

● Un ruolo fondamentale lo gioca una dieta ricca di proteine: un regime alimentare con molti aminoacidi attiva il recettore degli estrogeni nel fegato con un effetto positivo sulla capacità riproduttiva dell’apparato genitale femminile. Importante è però prediligere fonti proteiche di elevata qualità, in quanto carne, pesce, latte e derivati risultano potenziali veicoli di contaminanti ambientali. Per questo motivo è bene evitare ad esempio il consumo di tonno e pesce spada, in quanto il mercurio potenzialmente contenuto in essi potrebbe interferire con il sistema endocrino e di conseguenza avere effetti negativi sulla fertilità

Barbara Vulgo Gigante - fertilità
Barbara Esposito Vulgo Gigante
Biologa nutrizionista
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