Fiera del Wedding

Fame nottura: l’incubo delle future spose che tanto faticano per preservare la linea prima delle nozze o che sono a dieta per entrare perfettamente nell’abito.

Penso sia capitato un pò a tutti l’esperienza di una notte insonne, o comunque la sensazione di fare fatica a prendere sonno e men che meno a sognare.

Magari ci svegliamo perchè immaginiamo un grande banchetto goloso e ci rendiamo conto di avere un buco nello stomaco.

Night Eating Syndrome

La fame notturna è una vera e propria sindrome conosciuta anche con l’acronimo NES (Night Eating Syndrome).

Si tratta di una problematica da associare ai disturbi del sonno.

I nostri ritmi circadiani sono scanditi da ritmi sonno-veglia che vengono regolati da fattori sia endogeni, l’orologio biologico, che esogeni, ovvero, il ciclo luce-buio.

Se nel cuore della notte ci svegliamo spinti da un irrefrenabile desiderio di cibo qualcosa nel perfetto ingranaggio che regola il nostro ritmo circadiano deve essere andato storto.

Il ruolo degli ormoni

Tra i principali controllori di questo meccanismo di regolazione vanno menzionati gli ORMONI.

In particolare quelli surrenali, definiti controregolatori che hanno un ritmo circadiano, vale a dire ciclico e regolare, che non varia di giorno in giorno.

Possiamo dire che la “fame notturna” rientra in quel gruppo di problematiche che fanno parte dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare).

Il disturbo in questo caso generalmente non è caratterizzato da atteggiamento compensatorio, come accade ad esempio per la bulimia, o per la crisi BED.

Potrebbero però manifestarsi atti compensatori, quindi in seguito alla “crisi”, il soggetto potrebbe voler riparare i danni ricorrendo ad estenuanti sedute di allenamento o a controproducenti digiuni.

Spesso la sensazione di fame notturna è legata ad un malessere psicologico, ma non è detto che sia sempre così.

Come si manifesta la fame notturna?

Generalmente si manifesta con episodi di risveglio notturno che inducono il soggetto ad ingerire cibo, preferenzialmente carboidrati, nella convinzione di non riuscire a riprendere sonno qualora non assuma del cibo.

Recentemente è stato scoperto che alla base di questa problematica non c’è solo un disturbo psicologico ma anche genetico, probabilmente correlato alla mutazione (anche minima) di due geni che sono i responsabili della regolazione del ritmo sonno-veglia e dell’appetito.

Ad ogni modo si tratta di una problematica da non sottovalutare, rivolgendosi, qualora ci si riconosca in questo atteggiamento ad un nutrizionista e ad uno psicologo.

In sinergia potranno aiutare a trovare la chiave per regolare e risolvere questa problematica.

Barbara Vulgo Gigante - fertilità
Barbara Esposito Vulgo Gigante
Biologa nutrizionista

SOCIAL