A tavola!

Una tavola ben apparecchiata è indice di raffinatezza e di buona educazione, dimostra inoltre l’attenzione e la cura che i padroni di casa hanno verso il più piccolo dettaglio. Gli invitati a un banchetto cominceranno a farsi un’idea su quello che li aspetta, proprio osservando come sono stati imbanditi i tavoli. Conoscere i segreti del bon ton, vi metterà dunque al riparo da eventuali critiche e dimenticanze. Per il decoro e le composizioni floreali ai tavoli potete dare libero sfogo alla vostra fantasia, ma tenete sempre presente che mantenere un tema o un accostamento di colori è fondamentale per creare un insieme armonico. Ecco alcune norme su come scegliere e disporre ogni accessorio nella maniera più adeguata. Iniziamo dalla tovaglia. Il colore e il tessuto dovrebbero essere scelti in base al contesto. In generale non si sbaglia preferendo colori tenui come il bianco o l’avorio.. Il rosso è consentito solo nel periodo prenatalizio, ma va smorzato con una composizione floreale sobria. E veniamo alle posate, spesso l’argomento più arduo. Il numero varia a seconda delle portate del menu. Alla sinistra del piatto le forchette, a destra i coltelli con le lame rivolte verso il piatto, a seguire il cucchiaio da minestra, quando prevista. Sopra il piatto vanno le posate da frutta o da dessert. Se il menu è molto ricco di portate, aggiungete solo in seguito le posate mancanti, in questo modo non metterete a disagio l’ospite e la tavola avrà sempre un aspetto essenziale e pulito. Durante il banchetto, se siete in dubbio su quale sia la posata da abbinare a ogni portata, utilizzate sempre per prime quelle più esterne al piatto e scalate fino a quella più interna. Data l’occasione, se disponibili, usate posate d’argento, daranno un tocco di eleganza a tutto l’insieme. Il sottopiatto è un altro argomento: in argento o silver per una tavola elegante, in porcellana, vetro o peltro per una tavola informale. Per tutta la durata del pranzo non sarà mai tolto. Sul sottopiatto poggeranno il piatto piano per il secondo, un altro piatto piano per il primo o il piatto fondo se nel menu è prevista una zuppa o una minestra con brodo. Quando ci sono i camerieri a provvedere al servizio al tavolo è d’obbligo apparecchiare un solo piatto per volta.

E il tovagliolo? Secondo la tradizione aristocratica va a sinistra del piatto, in alternativa l’usanza borghese lo vede a destra. Il tovagliolo deve essere piegato a triangolo o a rettangolo, no a forme di fantasia tipo cigno o fiore, e mai e poi mai sul piatto. Non va introdotto nel gilet, e ancor meno legato intorno al collo. Una volta accomodati a tavola, si piega parzialmente, ottenendo una striscia lunga e si appoggia sulle ginocchia. Per le signore: è buona norma fare in modo da non “stampare” il rossetto sul tovagliolo. A fine pranzo, al momento di alzarsi, riporlo alla sinistra del piatto senza piegarlo. I bicchieri come le posate possono creare imbarazzo. La regola vuole che si mettano tanti bicchieri quanti sono

i vini che saranno serviti durante il banchetto. Il primo a sinistra per l’acqua,

a seguire quello del vino rosso, poi quello del vino bianco e ultimo il flûte per lo champagne. Le buone maniere vi suggeriscono di non riempire mai il bicchiere del vino fino all’orlo, di bere a piccoli sorsi badando a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi (per le signore), e soprattutto mai arricciare il mignolo. Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, né lo si copre con la mano per rifiutare. Un ultimo dettaglio infine: il piattino del pane. Si trova in alto a sinistra, sopra le forchette: accoglie il pane per tutta la durata del pranzo

o della cena. •



Condividi! condividi!