BON TON DEL BANCHETTO NUZIALE

Uno degli aspetti più difficili da organizzare in un banchetto di nozze è l’assegnazione dei posti a tavola. Sistemare un ospite a un tavolo piuttosto che a un altro è come muoversi in un campo minato. Per evitare incidenti diplomatici e trovare il tavolo migliore a ognuno dei vostri invitati bisogna innanzitutto informarsi sulle amicizie e sulle inimicizie, sulle nuove coppie e su quelle che si sono separate. Abbinare gli ospiti per età, affinità e interessi comuni. Alternare sempre un uomo e una donna. Unire le famiglie con bambini, le coppie alle altre coppie e i single con altri single. Agite con savoir fair e non fatevi influenzare dalle eventuali pressioni esercitate su di voi per l’assegnazione dei posti, fate affidamento soprattutto sulla vostra sensibilità.

Il tavolo degli sposi è certamente il più importante, e dovrà quindi essere collocato al centro della sala, in una posizione ben visibile a tutti. La disposizione dei commensali a questo tavolo non cambia sia che si scelgano tavoli rotondi sia che si opti per un unico tavolo lungo o a ferro di cavallo. Il tavolo rotondo ha il vantaggio di favorire una migliore interazione tra i commensali e può essere da 6, 8, 10 o 12 persone al massimo. La tradizione vorrebbe i genitori degli sposi, i testimoni ed eventualmente il prete o chi ha officiato la cerimonia, seduti a questo tavolo, secondo gli schemi che potete osservare in queste pagine.

Tuttavia, al giorno d’oggi, molti genitori sono divorziati o separati e questo può rendere l’organizzazione del tavolo degli sposi di difficile gestione. I genitori degli sposi possono in alternativa presiedere un secondo e un terzo tavolo d’onore, dove si sistemeranno gli ospiti di riguardo. Per una soluzione più moderna, gli sposi siederanno con i testimoni e gli amici più stretti. Un altro espediente potrebbe essere romantico tavolo per due, che gli americani chiamano “sweetheart”. In questo modo i novelli sposi ne guadagneranno in intimità, non scontenteranno nessuno e quando si alzeranno per il rituale giro ai tavoli, non lasceranno due posti vuoti.

Per quanto le tradizioni mutino, seguendo esigenze pratiche e cambi di costume, devono sempre essere rispettate alcune fondamentali norme comportamentali e di buon gusto:

L’accoglienza. Il galateo vorrebbe la madre della sposa nel ruolo di padrona di casa, è lei che riceve, assieme agli sposi, gli ospiti all’ingresso del ricevimento, procedendo alle presentazioni e sovraintendendo alla sistemazione degli ospiti. L’uso del tableau mariage ha certamente semplificato questo compito: all’ingresso del ricevimento, solitamente poggiato su un cavalletto, si predispone un cartellone con la mappa dei tavoli e i nomi degli invitati, così da togliere l’ospite dall’imbarazzo di non sapere dove accomodarsi. Quando tutti gli ospiti saranno stati ricevuti, la sposa e lo sposo potranno prendere posto al tavolo nunziale.

Addobbi. Gli addobbi floreali saranno proporzionati alla grandezza del tavolo stesso, non dovranno intralciare la conversazione né impedire il fluido svolgimento del pranzo. Candele e candelabri d’argento creano atmosfera e rendono la tavola elegante, ma non devono essere l’unica fonte di luce. L’addobbo del tavolo degli sposi si distinguerà anche solo per un particolare, così da renderlo riconoscibile.

Il menu. Per la scelta del menu è cortesia informarsi su eventuali allergie e intolleranze, prevedere sempre un’alternativa vegetariana ed evitare cibi complicati da mangiare come carciofi, asparagi, crostacei ecc.

Brindisi. E’ tradizione che il primo brindisi agli sposi spetti a uno dei testimoni, il più vicino alla coppia. A seguire gli sposi si alzeranno in piedi e ringrazieranno tutti gli ospiti per essere intervenuti al loro giorno più importante.

Giro ai tavoli. Durante il banchetto gli sposi dovranno intrattenersi ai diversi tavoli con tutti gli ospiti ed eventualmente brindare con loro, anche solo poggiando le labbra al bicchiere. Se le portate sono servite al tavolo, il momento propizio per il giro ai tavoli ed eventuali fotografie, è la pausa tra la prima e la seconda portata. Gli sposi torneranno al loro tavolo e lo lasceranno definitivamente solo al momento del taglio della torta, consentendo agli ospiti di fare lo stesso.

Il taglio della torta. E’ il momento più atteso e fotografato di un banchetto di nozze. Il gâteaux de mariage sarà esibito a fine cena su di un tavolo allestito per l’occasione in un punto ben visibile della sala o in una zona dedicata. Il taglio della torta nunziale segue un rituale simbolico ben preciso: è la mano dello sposo a impugnare il coltello, la mano della sposa poggia su quella del consorte. La prima fetta sarà offerta dalla sposa al marito, la seconda alla suocera, la terza alla mamma, poi al suocero, al padre e ai testimoni.
Il resto della torta sarà porzionato e distribuito agli invitati dai camerieri.
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A tavola!

Una tavola ben apparecchiata è indice di raffinatezza e di buona educazione, dimostra inoltre l’attenzione e la cura che i padroni di casa hanno verso il più piccolo dettaglio. Gli invitati a un banchetto cominceranno a farsi un’idea su quello che li aspetta, proprio osservando come sono stati imbanditi i tavoli. Conoscere i segreti del bon ton, vi metterà dunque al riparo da eventuali critiche e dimenticanze. Per il decoro e le composizioni floreali ai tavoli potete dare libero sfogo alla vostra fantasia, ma tenete sempre presente che mantenere un tema o un accostamento di colori è fondamentale per creare un insieme armonico. Ecco alcune norme su come scegliere e disporre ogni accessorio nella maniera più adeguata. Iniziamo dalla tovaglia. Il colore e il tessuto dovrebbero essere scelti in base al contesto. In generale non si sbaglia preferendo colori tenui come il bianco o l’avorio.. Il rosso è consentito solo nel periodo prenatalizio, ma va smorzato con una composizione floreale sobria. E veniamo alle posate, spesso l’argomento più arduo. Il numero varia a seconda delle portate del menu. Alla sinistra del piatto le forchette, a destra i coltelli con le lame rivolte verso il piatto, a seguire il cucchiaio da minestra, quando prevista. Sopra il piatto vanno le posate da frutta o da dessert. Se il menu è molto ricco di portate, aggiungete solo in seguito le posate mancanti, in questo modo non metterete a disagio l’ospite e la tavola avrà sempre un aspetto essenziale e pulito. Durante il banchetto, se siete in dubbio su quale sia la posata da abbinare a ogni portata, utilizzate sempre per prime quelle più esterne al piatto e scalate fino a quella più interna. Data l’occasione, se disponibili, usate posate d’argento, daranno un tocco di eleganza a tutto l’insieme. Il sottopiatto è un altro argomento: in argento o silver per una tavola elegante, in porcellana, vetro o peltro per una tavola informale. Per tutta la durata del pranzo non sarà mai tolto. Sul sottopiatto poggeranno il piatto piano per il secondo, un altro piatto piano per il primo o il piatto fondo se nel menu è prevista una zuppa o una minestra con brodo. Quando ci sono i camerieri a provvedere al servizio al tavolo è d’obbligo apparecchiare un solo piatto per volta.

E il tovagliolo? Secondo la tradizione aristocratica va a sinistra del piatto, in alternativa l’usanza borghese lo vede a destra. Il tovagliolo deve essere piegato a triangolo o a rettangolo, no a forme di fantasia tipo cigno o fiore, e mai e poi mai sul piatto. Non va introdotto nel gilet, e ancor meno legato intorno al collo. Una volta accomodati a tavola, si piega parzialmente, ottenendo una striscia lunga e si appoggia sulle ginocchia. Per le signore: è buona norma fare in modo da non “stampare” il rossetto sul tovagliolo. A fine pranzo, al momento di alzarsi, riporlo alla sinistra del piatto senza piegarlo. I bicchieri come le posate possono creare imbarazzo. La regola vuole che si mettano tanti bicchieri quanti sono

i vini che saranno serviti durante il banchetto. Il primo a sinistra per l’acqua,

a seguire quello del vino rosso, poi quello del vino bianco e ultimo il flûte per lo champagne. Le buone maniere vi suggeriscono di non riempire mai il bicchiere del vino fino all’orlo, di bere a piccoli sorsi badando a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi (per le signore), e soprattutto mai arricciare il mignolo. Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere, né lo si copre con la mano per rifiutare. Un ultimo dettaglio infine: il piattino del pane. Si trova in alto a sinistra, sopra le forchette: accoglie il pane per tutta la durata del pranzo

o della cena. •

Passo dopo passo verso l'altare!

La cerimonia ha inizio solo ed esclusivamente nel momento in cui sull’uscio della chiesa si intravede la figura della sposa che si appresta ad entrare al braccio del papà. E’ un momento emozionantissimo, l’istante in cui, forse, ci si rende conto del passo che si sta facendo, un momento simbolico che rappresenta il cammino della donna verso la nuova vita matrimoniale. Tutti gli invitati si alzano e si girano a guardarla per ammirare il vestito e fare qualche piccolo commento sottovoce: “come è bella, è uno splendore!”. E allora bisogna arrivare preparati a quel momento:l’ingresso va fatto da sinistra dando il braccio destro al papà o a chi ne fa le veci. Ci si ferma all’ingresso per permettere a tutti di prendere posto, alle damigelle di sistemare il velo della sposa e alla musica di iniziare. E alle prime note si comincia a raggiungere l’altare passo dopo passo, lento ma deciso con lo stesso ritmo costante (la stessa cosa farà il papà). Tutti guardano la sposa, ma lei procede decisa guardando dritto davanti a sé, testa e schiena dritte e occhi puntati sul futuro marito, niente smorfie, bacini e sorrisi agli invitati – per quelli c’è tempo all’uscita – procede lenta, senza correre, non è una corsa contro il tempo. Il bouquet va tenuto nella mano sinistra ad altezza fianco, in maniera naturale. Giunti all’altare lo sposo sorride al suocero, meglio evitare la stretta di mano, la sposa può baciare o abbracciare il papà che subito dopo si accomoderà al suo posto, e, a questo punto, lo sposo prende per mano la futura moglie e così ha inizio la funzione. Al termine della funzione la sposa procederà verso l’uscita appoggiata al braccio destro del neo marito, seguirà il padre di lei con la madre di lui, seguiti a loro volta dal padre di lui e la madre di lei. E così dritti verso l’uscita per concedersi a baci, abbracci e congratulazioni. Il grande passo è stato fatto!

Anelli simbolo di amore eterno!

“La fede è per sempre”. In realtà il famoso claim pubblicitario recitava: “un diamante è per sempre!”, ma la fede, simbolo dell’unione appena sancita, ha una grande importanza, rappresenta il sacro vincolo matrimoniale ed è lì sul dito anulare a ricordare ad entrambi i coniugi che sono sposati, ecco perché è per sempre. E poi c’è lui, l’anello di fidanzamento: ogni promessa o richiesta di matrimonio, in qualsiasi modo venga fatta, presentata ed interpretata, prevede sempre un anello. La celebre scena dell’uomo che si inginocchia ai piedi della donna è un cult nei film e nelle soap opera che enfatizzano ogni istante di questo momento. Dal mazzo di fiori tra i cui petali si cela la bella sorpresa al classico cofanetto che si apre, all’anello tuffato in una coppa di champagne, sono tanti i modi per presentare alla donna amata il pegno d’amore. Come scegliere questo oggetto così prezioso e significativo? Se non c’è un anello di famiglia, eredità di una nonna o di una mamma, non resta che entrare in una bella gioielleria. Di modelli ce ne sono tanti: il solitario con montatura in oro bianco e la vera di brillanti sono un classico così come il trilogy o la fascia di brillanti. Il costo? Per una veretta di brillanti ad una fascia si parte da una base di seicento euro, ma si possono spendere anche diecimila euro in base alla qualità dei brillanti. Per un solitario con montature cha spaziano dal classico al moderno la cifra di partenza è di cinque, seimila euro. Ma chi non ha sognato un diamante almeno una volta nella vita? Magari acquistato proprio nel celebre negozio Tiffany &CO. di New York come nel film che lo ha reso famoso? Un’altra usanza piuttosto diffusa soprattutto al Meridione, è quella che vede la suocera regalare un gioiello alla futura sposa di suo figlio e solitamente si tratta di anelli tempestati di pietre preziose. Il rito dell’anello termina poi in chiesa durante la cerimonia con lo scambio delle fedi che, in oro bianco, giallo, platino o brillante, è pur sempre la consacrazione ed il momento clou delle nozze e quindi anche gli anelli dovranno essere all’altezza della situazione. Spesso è il compare d’anello che regala agli sposi delle fedi che dureranno per sempre sulle loro dita e che saranno incise con data e nome. Tanti i modelli con e senza pietre proposti dalle migliori gioiellerie. La tendenza 2012? Senza dubbio l’oro rosa e i diamanti brown chocolate, una vera rarità. Di gran voga anche il “serpente”, forma assai cara alla gioielleria italiana da sempre, segno di femminilità e prosperità, di eterna gioventù e di rinascita.

Il lancio del riso è demodé

Le nozze si dividono in momenti topici che rimarranno indelebili nella vostra mente: l’entrata in Chiesa della sposa, il momento dello scambio degli anelli, il bacio tra gli sposi e poi … il lancio del riso. C’è chi si organizza con piccoli coni decorati all’interno dei quali inserire il riso da distribuire agli invitati che attendono impazienti l’uscita dei piccioncini. C’è sempre l’amico goliardico al quale un pugnetto di riso non basta, ma preferisce portarsi da casa lo scatolo da ½ chilo che “calerà” completamente in testa allo sposo.Oggi, poi, come sempre si tende ad essere originali a tutti i costi e così c’è chi trova il riso demodé e preferisce sostituirlo con altro. Se anche voi desiderate un'uscita diversa dove ad accogliervi non sia il solito lancio di riso, ecco alcuni suggerimenti: in primis c’è il lancio di petali, veri o di stoffa, che doneranno un tocco di colore al sagrato della chiesa e fanno tanto chic. C’è chi opta per dei coriandoli colorati e chi invece preferisce distribuire una serie di palloncini gonfiati ad elio che verranno fatti volare all’uscita degli sposi e coloreranno il cielo con un bellissimo effetto scenografico. Oppure potrete distribuire dei flaconcini di bolle di sapone a tutti gli invitati, anche se in questo caso c’è il rischio che la bolla si poggi sui vestiti macchiandoli. Per chi sceglie nozze ecologiche un’idea carina e originale è quella di distribuire coni di carta contenenti semi di lavanda: sono biodegradabili, non macchiano, diffondono note profumate e in più in Provenza la lavanda è simbolo di felicità, pace e passione tra gli sposi, quindi di buon auspicio per la neo - coppia. Infine se la cerimonia ha uno stile più importante e sontuoso potrete decidere di ricorrere al famoso lancio delle colombe con un effetto scenografico di tutto rispetto che il fotografo riuscirà a immortalare nel migliore dei modi. I simpatici volatili, che vengono prima ben addestrati, vengono rinchiusi in piccole voliere che verranno aperte non appena gli sposi usciranno dalla Chiesa. Molto romantico e il successo è assicurato!

Matrimonio: come si dividono le spese?

E’ bellissimo sposarsi, un vero e proprio sogno: la scelta dei confetti colorati, le bomboniere più belle, una location fiabesca e un abito da principessa. Quando però si aprono gli occhi e il sogno diventa realtà, ci si rende conto che tutto questo ha un costo e non è neanche esiguo.

Ecco però che a placare gli animi e le preoccupazioni per i futuri ingenti costi delle nozze, arriva la “forza della coppia”: certo, perché si è in due nella buona e nella cattiva sorte, nella gioia e nel dolore, e nel pagamento delle spese del matrimonio, che proprio un “dolore” non è, ma ci va abbastanza vicino!

A noi donne piacerebbe tanto in questo caso sfruttare la risaputa regola della galanteria e concedere agli uomini il piacere di pagare tutto ma purtroppo, almeno in questo caso, dovremo privarli di questo immenso privilegio.

Premesso che gli sposi possono dividersi i costi del matrimonio come meglio credono in base alle loro possibilità, in realtà esiste un vero e proprio galateo che stabilisce a chi attribuire determinate tipologie di spese.

Cosa tocca pagare allo sposo? Il bouquet della sposa, il sacerdote che celebra la messa, il viaggio di nozze, l’automobile, l’anello di fidanzamento e l’eventuale acquisto di un’abitazione o di tutto l’arredamento, fatta eccezione per la camera da letto.

La sposa non è da meno, a lei toccherà farsi carico degli inviti, delle partecipazioni, dei confetti, delle bomboniere, del ricevimento di nozze, del corredo inteso come biancheria per la casa e di un regalo allo sposo.

Questo bon ton in realtà è parecchio flessibile perché non ci si fossilizza su chi “deve” pagare cosa, ma più su chi “può” pagare cosa, e sempre più di frequente il cerchio si allarga anche a parenti, familiari ed amici.

Ormai per sposarsi ci vuole “collaborazione” e mai come in questo caso potremmo dire che l’unione fa la forza: del resto vale la pena fare qualche piccolo sacrificio perché il giorno delle nozze è davvero indimenticabile!

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