Generazione Anta
Identikit di una sposa consapevole
Ormai è un dato di fatto: l’età degli sposi si è alzata. A influenzare il fenomeno è certamente il fattore sociale che spinge le donne a posticipare la data del matrimonio. Preferiscono spesso concludere gli studi, assicurarsi un percorso professionale ed infine convolare a nozze. Ma il matrimonio, anche se non è più uno dei primi obiettivi della donna, rimane sempre un punto fermo, il coronamento del sogno della vita. Per questo la scelta dell’abito – anche se non si è più giovanissimi - non è meno importante. Tra le donne di generazione ‘anta’ che arrivano all’altare ci sono anche quelle che ripetono il fatidico sì in seconde nozze. Con l’età le donne diventano più esigenti e scelgono un abito più raffinato che meglio possa rappresentare una personalità più decisa. La scelta dell’abito si ispira sempre più al taglio dei vestiti da sera. Quelle che osano di più azzardano tinte forti come rosso rubino o bordeaux e scollature generose. Per i tessuti si va dalle linee fluide, essenziali, carezzevoli come chiffon, candy, seta, georgette, satin. Gli abiti dal taglio più sostenuto e scultoreo trovano un alleato nel mikado, duchesse e taffettà. La sposa cosiddetta consapevole rinuncia spesso al velo e punta su accessori particolari come simpatici cappellini e scarpe preziose come veri gioielli.
E’ questo l’identikit inconsueto ma aderente a un trend sociale che segna una decisa evoluzione. La donna matura arriva davanti all’altare più preparata culturalmente e già inserita nel mondo del lavoro, con una propria, precisa collocazione sociale. È un’evoluzione che negli ultimi anni si è sempre più consolidata: dalla “sposa bambina” degli anni ’60 alla “sposa consapevole” di oggi che in molti casi ha già fatto un’esperienza di convivenza, magari ha un figlio alle spalle, ma crede nel legame matrimoniale e corona il proprio sogno con una maggior consapevolezza.

